1101001010010111011000011110011000111110 – Secondo Arcano

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Ogni passo in avanti è un granello di sabbia che si aggiunge alla mia coscienza.

Nella penombra del corridoio in discesa inizio lentamente a ricordare. Ricordo curve a zig zag, i tornanti, il buio in fondo alla via. Ricordo il fresco odore emanato dai fiordalisi sotto il peso dei sandali. Ricordo strade, innumerevoli strade che si intersecano scompostamente nel vano tentativo di condurre a una meta.

Ma per ogni storia che inizio a ricordare, mi pervade la strana sensazione di aver vissuto anche il contrario. Ogni fiore calpestato mi è caduto in testa da chissà quale albero perduto nel cielo, ogni curva è come riflessa in un gigantesco specchio. Ogni via che mi attraversa l’ho già percorsa, almeno un’altra volta, ma dalla fine verso l’inizio.

Tutto si mescola, confusamente. Sento che mi sto ritrovando, ma non so in che direzione sto andando. Se io sono, sono anche l’opposto.


Arrivo alla fine del tunnel. Davanti a me si erge una porta che nella freddezza del suo metallo sembra essere stata messa lì appositamente per aspettarmi. Ignaro di ciò che mi aspetta dopo che avrò varcato quella soglia, ma senza altre alternative, spingo l’uscio in avanti.

Déjà vu.

La stanza circolare sembra assolutamente identica a quella nell’altra torre. Al centro troneggia una capsula semi-aperta da cui cola sul pavimento, con un flusso regolare, del liquido disgustosamente biancastro. Qualcun altro si è risvegliato in questo luogo? Impossibile: non c’è nessuno oltre a me e la porta da cui sono entrato coincide con l’unica uscita.

Ispeziono nuovamente lo spazio, saggiando la superficie delle pareti, affacciandomi alla finestrella (conato), ripetendo gli stessi movimenti compiuti poc’anzi. Ma niente: la stanza è una simmetrica copia carbone di quella in cui mi sono risvegliato.

Cosa devo fare?

Come un lampo, il ricordo della mano che indica alle mie spalle mi attraversa la mente. La porta.

Torno all’ingresso e vedo che, nella tonalità blu elettrico che ormai mi è familiare, sta lentamente apparendo una scritta:

TROVA L’ORDINE

Tutto è uguale, niente è cambiato. Solo io non sono più la stessa persona di prima.

Evoca il misterioso personaggio


Torna nella prima stanza qui.

ORDINE: il cardinale dentro di me è la risposta dell’arcano

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